Cavalli marini 70 x 100 cm
Collage acrilico e penna su carta
Airone 50 x 70 cm
Collage acrilico e penna su carta
Ala totem della natura 50 x 100 cm
Collage acrilico penna e china su tela
Essere Animale 50 x 70 cm
Collage acrilico e penna su carta


Io sono la mezza farfalla 70 x 100 cm 
Collage acrilico penna e tessuti su tavola

IO SONO LA MEZZA FARFALLA – DESCRIZIONE OPERA

Io chiamo questo tipo di opere “quadri che escono fuori dal quadro”.
La figura, infatti, “prende vita”, trasformandosi in un immagine tridimensionale che sfugge dalla cornice vincolante della tela per entrare in contatto con lo spazio circostante e con lo spettatore.
La parte inferiore della farfalla si trasforma così in una cascata di tessuti leggeri che cadono giù fino al terreno a simboleggiare un percorso, una strada da seguire per arrivare fino all’opera o per lasciarla andare.

L’ opera “Io sono la Mezza farfalla” è un mio autoritratto, o una sorta di diario di uno specifico periodo della mia vita che si conclude solo poco tempo fa, all’ incirca nella primavera 2017.
All’ interno del quadro vi sono tutti elementi che appartengono a me, che io ho usato in quegli anni, che ho conservato e che adesso compongono l’ opera.
Possiamo trovare: vecchi bozzetti del liceo, prove di stampa dell’ Accademia,pagine di diario con su scritti i miei sogni, bustine del te, diversi tipi dicarta… infine, la “coda” della farfalla è interamente composta da miei vestiti.

La mia idea era quella di riprendere tutti questi elementi dal passato per crearci qualcosa ed averli quindi tutti insieme davanti ai miei occhi.
Posso vedere tutti quegli elementi adesso molto chiari davanti a me, e ciò che prima era confuso adesso è molto chiaro e consapevole… fatto questo, posso lasciar andare il passato.

Il passato è passato.

“Come percorrendo una spirale a ritroso fino al punto che l’ ha originata.
Una spirale composta da tanti piccoli pezzetti che si trovano tutti sparpagliati davanti a me, e io cammino seguendo il percorso sempre più dentro alla spirale e sempre più vicino.
Come per magia i tasselli si avvicinano ad ogni passo, trovano il loro posto preciso e la strada prende forma davanti a me.

Tiricordi quando stava iniziando l’ inverno e le foglie volavano e la pioggiacadeva… ero con te.
Abbracciami se hai freddo perché siamo ghiaccio ora
Non avere paura se ti senti cadere, sarò con te anche allora, dammi la manomentre ti sciogli e lasciati scivolare, scivoliamo giù insieme.
Siamo acqua ora
Siamo una goccia, siamo un fiume. Corri con me e aggrappati forte quando lacorrente aumenta.
Riempi ogni angolo della terra secca.
Fermati adesso. Sei arrivata in un posto che ti piace.
Siamo terra ora
Guarda in basso e non avere paura di scendere giù, è buio, ma io sono con te.
Adesso siamo stabili e forti.
Svegliati e vieni su con me, affacciati al mondo nuovo, anche se cambi io saròcon te.
Siamo una pianta ora
Sei piccola e fragile, ma non avere paura, ci sono io con te. Cresci verso l’alto e da ogni parte nascono le foglie e i fiori, tutti diversi e sempre di piùe di più, insetti, farfalle, polvere, aria…
Siamo un prato ora
Il tuo respiro si espande, i colori crescono, i fiori si aprono, i rami siallungano verso il cielo e ormai siamo una cosa sola e siamo dappertutto.
La natura vola e siamo il mare, siamo la sabbia e siamo il deserto… siamo laschiena di un cavallo, siamo il vento che vi scorre sopra…
Siamo aria ora.

Appena fatto il primo passo lungo la spira le ho capito che non sarei potuta tornare indietro fino a quando non fossi arrivata al suo principio.
E poi, una volta là, la lascerò andare, mi volterò e mi accorgerò che non ci sarà più niente alle mie spalle.”



Libellula blu 100 x 70 cm
Collage acrilico acquerello e penna su carta


Nautilus 70 x 100 cm
Collage acrilico penna e corde su carta

NAUTILUS – DESCRIZIONE OPERA

L’ opera mostra un Nautilus, mollusco esistito già dall’ età del Paleozoico, esso è infatti un “fossile vivente” , termine coniato da Darwin per indicare quegli organismi che posseggono caratteristi che morfo-anatomiche e strutturali primitive rimaste invariate fino ai giorni nostri.
Un essere vivente dunque che ci collega con i primordi della terra.

L’ opera è trattata con un collage cartaceo materico, gli strati di carta costituiscono sia lo sfondo che l’ animale permettendo così un dialogo e una compenetrazione tra i due elementi e rendendo l’ opera vibrante di increspature e su più livelli.
I colori usati sono acrilici e tutta la composizione è lavorata con il disegno a penna. Questa opera appartiene alla serie di “opere che escono fuori dal quadro”, i tentacoli del Nautilus, realizzati con corde di canapa, si allungano infatti al di fuori della dimensione del quadro rendendo l’ opera tridimensionale e osservabile da svariati punti di vista.
Altre corde, più sottili, escono fuori dalle aperture della conchiglia e cadono verso il basso: sollevandosi dall’ acqua quella che era rimasta dentro alla conchiglia fuoriesce e cade giù fino a terra.



“DIPINGERE CON LA PENNA” , LA TECNICA

Ho raggiunto questo stile e questa tecnica compositiva dopo svariate prove ed esperimenti, allora non sapevo ancora che tutto sarebbe andato a convogliare in queste opere, ma vedendo a posteriori tutto l’ insieme della mia produzione passata posso riconoscere ogni elemento caratterizzante che ho portato avanti nel tempo, rielaborandolo o meno, fino ad unirli tutti in opere come “Cavalli Marini” o “La Mezza Farfalla”.

Ogni opera stessa si può dividere in due elementi principali: quello dell’istinto e quello della ragione. La sfera istintiva / casuale è dettata dal collage, quella razionale dal disegno.
Quello che mi piace fare è cercare un’ armonia fra tutti questi elementi opposti o contrastanti fra loro in modo che, messi al servizio dell’ atto artistico, riescano a creare un’ opera completa e bilanciata. Un’ armonia e una funzionalità dell’ una nei confronti dell’ altra.

Inizio con la materia, l’ elemento “primordiale”, casuale, grezzo, imperfetto,gestuale… uso vari tipi di carta per il collage: ritagli, carta da pacchi,carta velina, carta di giornale, carta del pane ecc… sono carte che uso o che ho già usato in precedenza, sono quindi “mie”; cercando di mettere me stessa nei miei quadri preferisco acquistare meno materiale possibile ed usare quello che ho già a disposizione, quello che uso o che ho usato nella mia vita quotidiana, in modo che essa venga rIassemblata nell’opera.
Il collage è quasi totalmente casuale e va a creare una base materica ed una superficie ricca di increspature che sono terreno fertile  e di ispirazione per la costruzione del disegno.
Il collage non limita la figura o non fa solo da sfondo ma unisce sfondo e figura creando un dialogo ed una compenetrazione tra i due elementi, in questo modo il disegno si espande nello sfondo e “fuoriesce” dai propri confini come se fosse in continuo movimento.
Il colore che do’ allo sfondo non è un colore unico ma anche qua si ha un unione e i diversi colori vanno a creare un bianco sporco, più caldo in alcuni punti, più freddo in altri. Sono stratificazioni di colori come ocra, terra di Siena, blu, verde, grigi, viola, uniti poi dal bianco che li ingloba tutti.

Il disegno è interamente realizzato a penna, per la precisione con penne a sfera nere, questo richiede molte ore di lavoro e molta pazienza, ma questo tipo di penna è perfetto sia per le linee nette che per creare delle sfumature di chiaroscuro.
Per alcune opere avevo già in mente più o meno quello che sarebbe stato il disegno, per altre invece mi sono affidata alle increspature create con il collage e alla fantasia per creare le forme.
Queste sono opere “in divenire”: non c’è un progetto, non ci sono bozzetti preparatori, non c’è un disegno a matita su cui lavorare sopra. Dopo aver creato lo sfondo mi affido alla penna, alla mia mano, alla mia sensibilità e come attraverso una sorta di “automatismo psichico” nascono gli elementi dell’opera.
Mi piace dire che questo tipo di disegno è un “disegno meditativo”, in cui ci si immerge nell’atto e ci si concentra allontanandoci dalla realtà e restando presenti al tempo stesso.
Nascono così figure animali o vegetali, mi ricordano spesso qualcosa di primordiale, qualcosa che nasce e cresce, che si muove, sviluppandosi in infinite forme diverse, posso immaginare ogni figura uscire dal quadro e proseguire il suo sviluppo fuori.